ENZO: VOLONTARIO ATT

“Nei successivi 19 giorni in cui il medico, l’infermiere e l’operatore socio-sanitario dell’ATT sono stati presenti nella nostra famiglia abbiamo ricevuto tanto. Grazie alla loro presenza e alla loro disponibilità, 24 ore su 24, mia moglie si sentiva tranquilla e felice e io e mio figlio, insieme alla gatta Miti, abbiamo potuto restarle accanto facendole sentire fino all’ultimo tutto il nostro amore.”

Enzo Ghelli vive a Sesto Fiorentino in provincia di Firenze. È andato da poco in pensione, prima lavorava alle Ferrovie e adesso si dedica al padre anziano.

Enzo ha incontrato presto il tumore: “all’età di 20 anni con la malattia della nonna paterna e poi di nuovo all’età di 28 anni con la malattia di mia madre, quando mio figlio aveva solo un anno”.

Nel 2014 il cancro è entrato ancora nella sua vita con la malattia della moglie: “un giorno, quasi per caso, mia moglie si è sottoposta ad un semplice controllo gastroenterologico ed ha scoperto di avere un tumore. La situazione era grave ma ci hanno dato delle speranze. A me è crollato il mondo addosso e mi sono trovato di fronte al dilemma se dirle tutto o meno. Alla fine ha prevalso l’istinto di proteggerla e di risparmiarle, per quanto possibile, il trauma della diagnosi”.

Dopo l’operazione la moglie di Enzo, che nel frattempo aveva dolorosamente scoperto la verità, si è sottoposta alla chemioterapia e poi, fra alti e bassi, ha ripreso la sua vita regolare arrivando a festeggiare il giorno della sospirata pensione.

Nel 2016 però la malattia si è ripresentata in forma più aggressiva e questa volta il responso non ha lasciato speranze: “Lì veramente mi sentii solo, impotente, senza nessuna arma, senza nessuna idea, furono ore interminabili. Piansi. Ero steso sul letto per far scorrere dentro di me quello stato d’animo in qui ero piombato e che aveva inondato ogni singola cellula del mio corpo, pensando a quello che avevamo fatto, detto, programmato per il futuro insieme. Mia moglie era ricoverata all’ospedale e come ogni pomeriggio sarei andato a trovarla per passare insieme quelle ore di un pomeriggio d’estate, dovevo portare con me il miglior sorriso che le avrei potuto donare prendendo però sempre più coscienza che quella speranza iniziale si era definitivamente spenta”.

È a questo punto che Enzo ha incontrato l’Associazione Tumori Toscana: “Su consiglio di un medico di oncologia, ho finalmente contattato l’Associazione e dall’altro capo del telefono la gentilezza dell’operatrice mi ha lasciato il segno dentro. Una cortesia e una disponibilità uniche. Parole che non ricordo ad una ad una ma che comunque riuscirono a tranquillizzarmi. Nei successivi 19 giorni in cui il medico, l’infermiere e l’operatore socio-sanitario dell’ATT sono stati presenti nella nostra famiglia abbiamo ricevuto tanto. Grazie alla loro presenza e alla loro disponibilità, 24 ore su 24, mia moglie si sentiva tranquilla e felice e io e mio figlio, insieme alla gatta Miti, abbiamo potuto restarle accanto facendole sentire fino all’ultimo tutto il nostro amore”.

Oggi Enzo sta abbastanza bene ma la sua battaglia contro il tumore non è ancora finita perché si è ammalato anche il padre e lui cerca di stargli accanto il più possibile. Da qualche mese fa volontariato all’ATT mettendo a disposizione degli altri il proprio tempo libero e la propria esperienza vissuta.

 

 

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