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Siglato un protocollo di intesa tra UIL Toscana e Associazione Tumori Toscana

Il Sindacato, attraverso il proprio patronato ITAL, fornirà servizi gratuiti assistenziali e previdenziali. Nocentini (UIL Toscana): “Un’ opportunità di cui siamo molto orgogliosi”. Spinelli (ATT): “Un altro tassello per raggiungere il nostro obiettivo: non lasciare mai soli i nostri pazienti”

Da oggi tutti gli associati di Associazione Tumori Toscana (A.T.T.) potranno usufruire gratuitamente dei servizi del patronato Ital UIL. E’ quanto prevede un protocollo di intesa firmato da Annalisa Nocentini, Segretario Generale UIL Toscana, e Giuseppe Spinelli, Presidente A.T.T. Gli operatori Ital, in sostanza, guideranno tutti gli associati di A.T.T. nelle pratiche assistenziali, e previdenziali che necessitano di un servizio di patronato.

“Una opportunità che ci rende molto felici – ha detto Nocentini – Sappiamo la delicata missione svolta da A.T.T., cosa che ci rende ancora più orgogliosi di poter essere a fianco di questa associazione nel compito di portare tutela e diritti della popolazione più fragile. La UIL, come sindacato moderno, non si sottrae a questo dovere di assistenza nei confronti dei più deboli e, anzi, con questo accordo si pone proprio nell’ottica di fornire assistenza a chi ne bisogno”.

“Siamo molto orgogliosi di aver attivato questa convenzione che permetterà di allargare i servizi offerti ai nostri assistiti – ha detto Spinelli – avendo come obiettivo principale quello di non lasciare mai soli i pazienti e di garantire loro la migliore qualità di vita possibile”.

L’Associazione Tumori Toscana dal 1999 cura a domicilio gratuitamente i malati di tumore grazie ad un’equipe formata da medici, infermieri, operatori socio-sanitari e psicologi.

Grazie all’accordo con la Uil Toscana,  l’A.T.T. aggiunge un altro importante tassello al progetto #MaiSoli  con cui intende garantire una strategia di intervento globale ai malati di tumore e ai familiari. L’A.T.T.,  infatti, si occupa non solo dei sintomi della malattia ma anche dei bisogni pratici e sociali dell’intero nucleo familiare, perché il cancro è una malattia di tutta la famiglia e non di un singolo paziente.

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